La Collezione della Città di Locarno

Casa Rusca ha ospitato regolarmente esposizioni di opere provenienti dalla collezione della Città di Locarno. Questa raccolta è costituita da circa 4500 opere, tra cui dipinti, sculture e opere grafiche.
Essa vede come protagonisti principalmente artisti internazionali del XX secolo. Il nucleo più importante è tuttavia composto dalle opere di Jean Arp e degli artisti dell’École de Paris, tra gli anni Venti e gli anni Settanta del Novecento. La collezione cittadina può essere considerata la più ricca nel Cantone per quanto attiene la realtà artistica svizzera dai primi anni Venti del Novecento. La raccolta consta di numerosi fondi pervenuti per donazioni e lasciti.

Donazione Marguerite e Jean Arp

Il 10 aprile 1965 ha segnato una data importante nella vita culturale di Locarno. Marguerite e Jean Arp fanno dono alla Città di 20 rilievi e 6 sculture dell’artista alsaziano, oltre a numerose opere di Sophie Taeuber, Theo van Doesburg, Marcel Janco, Wilfredo Arcay, Alexander Calder, Richard Mortensen, Antoine Poncet, Lajos Kassák, Günther Fruhtrunk, Arthur Segal e Victor Vasarely. Un lascito ampiamente rappresentativo di alcune importanti correnti espressive del XX secolo, ma soprattutto testimonianza del valore assoluto della ricerca arpiana e della sua passione per il collezionismo di opere di artisti a lui artisticamente e sentimentalmente vicini. Una passione nata in gioventù e alimentata per tutta la vita attraverso scambi e acquisti. L’insieme delle opere svela inoltre un ulteriore aspetto della personalità di Arp a conferma della sua radicata curiosità per le varie tendenze artistiche del nostro secolo; artista che è stato tra i grandi protagonisti pur riuscendo sempre a mantenere una propria coerenza ispirativa e un’individuale indipendenza di giudizio.
Questo corpus, formato da una quarantina di opere, è poi andato progressivamente aumentando. In breve tempo la raccolta si è quindi arricchita dei nomi di Jules Bissier, Alberto Magnelli, Hans Richter, Walter Helbig, Italo Valenti, Zoltan Kemeny, Max Ernst, Johannes Itten, Richard Lohse e di altri amici di Arp. Ed è proprio il vincolo sentimentale e di reciproca stima tra Arp e questi artisti a rappresentare in filigrana il denominatore comune delle opere appartenenti a quella che, con un termine formalmente improprio ma giustificato nella sostanza, è definita la Collezione Arp, nucleo centrale delle collezioni cittadine.

Nel giugno 1966, pochi giorni dopo la scomparsa di Jean Arp, la Città di Locarno comunicava alla vedova Marguerite, la decisione di dedicare “il suo più bel giardino al lago” alla memoria del marito. Nacquero così i Giardini Arp. Nel settembre 1970 i Giardini Arp e il Parco della Pace si arricchiscono di 16 significative sculture dell’artista alsaziano. Grazie alla generosità della vedova le opere furono gettate in graniglia e posate con competenza, sotto la direzione dell’allora Conservatore del Museo d’Arte Moderna, scultore Remo Rossi.

Trent’anni dopo, causa le intemperie, il loro stato di conservazione era oltremodo precario e con il consenso della Fondazione Marguerite Arp si sono ricreate le opere con fusioni in bronzo e con l’esecuzione in granito belga. Dal dicembre 2000 le sedici opere ornano i Nuovi Giardini Arp presso il Porto di Locarno.

Lascito Nesto Jacometti

Un altro polo d’interesse della collezione è rappresentato dal Lascito Nesto Jacometti, composto dalla raccolta completa della produzione grafica realizzata dall’editore d’arte locarnese che gestì a Parigi dapprima La Guilde Internationale de la Gravure insieme a Pierre Cailler e poi l’Oeuvre Gravée.

Nesto Jacometti (1898-1973), parente dello scultore Remo Rossi, ha donato a Locarno nel 1974 un corpus di opere di oltre 1500 artisti di rilevanza internazionale che hanno collaborato all’École de Paris tra il 1920 e 1970 come Picasso, Matisse, Bonnard, Signac, Utrillo, Mirò, Van Donghen, Chagall, Léger, Ernst, Giacometti, Campigli, Dubuffet, Carrà, Morandi, Appel, Severini, Clavé, Zao Wou-Ki, Ortega, Poliakoff, Tamayo, Severini, Matta, Hartung e Lam.

Unitamente alla produzione grafia il lascito consta un consistente numero di opere originali di vari maestri tra cui spicca un notevole insieme di lavori di Karel Appel e Zao Wou-Ki.

Donazione Rudolf Mumprecht

Un ulteriore tassello importante all’interno della collezione di Locarno è la Donazione Rudolf Mumprecht, composta da tutta l’opera incisa su rame e un olio su tela che si può ammirare a Palazzo Marcacci.

Un intenso dialogo con Rudolf Mumprecht e la sua compagna Esther Roth Mumprecht sull’importanza della sua opera calcografica dagli anni Quaranta agli anni Sessanta ha portato l’artista alla decisione di creare un fondo di tutta la sua opera incisa donando il 23 dicembre 1993 alla Città di Locarno 480 opere calcografiche che testimoniassero per intero la fondamentale espressione creativa dell’artista. I ritratti, le figure, gli animali, le trasformazioni informali e le “scritture” formano un corpus dove l’artista si mostra in tutta la sua grandezza, confermando la positiva impressione che aveva dato alla sua opera pittorica.

Donazione Giovanni Bianconi

Un fortuito incontro con Sandro Bianconi, figlio del silografo Giovanni Bianconi, all’inizio già del 1990 gettò la base della Donazione Giovanni Bianconi alla Città di Locarno. Nel settembre 1981 gli eredi fecero ufficiale donazione di 274 legni originali, di 231 silografie stampate dallo stesso Bianconi e di 12 altre opere tra acquarelli, disegni e litografie, autorizzando altresì a procedere alla stampa delle silografie mancanti di cui fossero disponibili nella donazione i legni incisi.

Il fondo Bianconi allo stato attuale consta 498 silografie stampate e 41 disegni e dipinti che raffigurano ritratti, figure, paesaggi, animali e oggetti, i quali rappresentano elementi di storia, più che di arte. Essi danno uno spaccato del nostro passato, raccontano la passione dell’uomo per il suo tempo, per la sua gente e per la vita quotidiana.

Altre collezioni

La collezione di opere della Città di Locarno consta inoltre di una collezione storica della Città con opere dal Seicento al Novecento di artisti ticinesi, svizzeri e lombardi. Le opere sono pervenute nella collezione tramite diverse donazioni e acquisizioni:

  • La Donazione Marco Clemente Gramigna (2003), comprende alcune stampe edite da Nesto Jacometti e opere d’arte della sua collezione che vanta nomi quali Meret Oppenheim, Serge Poliakoff e Dorothea Tanning.
  • La Donazione Emilio Maria Beretta (1907-1974), composta da schizzi e progetti ad acquarello per una probabile realizzazione ad affresco.
  • La Donazione Rosalda Gilardi-Bernocco (1922-1999), composta da sculture, disegni e dipinti.
  • La Donazione Johanna Schultz che comprende un cospicuo corpus di una settantina di sculture di materiali diversi tra la pietra, il gesso e la terracotta.
Donazione Arp: Nadir II
Lascito Nesto Jacometti: CCL-ZA 04 077
Donazione Mumprecht: CCL-MU 01 444 G
Donazione Bianconi: CCL-BI 01 254 G